martedì 6 maggio 2014

Creiamo un piccolo-grande movimento atto alla cura degli animali

Uscita n.2 articolo, anno 2014


Durante le mie ore quotidiane di lavoro mi imbattei, per “pura casualità”, in un gatto adulto malmesso. Questo povero gattino non aveva neppure la forza di scappare; per la fame che gli attanagliava lo stomaco. A tal punto, il povero gattino, accovacciato accanto alla porta d’entrata di un panificio, e nell’attesa di un po’ di cibo,  uno dei gestori del negozio sopraccitato, aprendo di primo acchito la porta d’entrata, pensa con tutta naturalezza di mandare via il gatto a calci.Al che io chiesi al gestore tanto violento di offrire qualche buon avanzo al gatto, dato  che, questo micio, non mostrava nemmeno un bell’aspetto (era ridotto pelle e ossa). A siffatta domanda il gestore del panificio mi risponde in tal modo: “ questi sporchi gatti danno solo fastidio, oltretutto sporcano ovunque, oltretutto strappano le buste di spazzatura  sporcando , così, a terra”. A quel punto entro io nel panificio, compro un po’ di cibo per il gatto, quest’ultimo ovviamente lo mangia volentieri.Non sono qui a spiegarvi e a raccontarvi tutte le situazioni negative  che devono subire gli animali di città. Ma questo evento mi fece riflettere e raggiungere una conclusione molto più costruttiva:… E se un numero parecchio esiguo di persone, di ogni città, si occupasse in maniera minima di questi animali di città?… E se tra queste persone, di queste città, ci fosse  un numero che si preoccupasse, seppur  in maniera minima, del loro sostentamento alimentare giornaliero?… E poi ancora, un altro numero tra queste, che si occupasse delle loro cure mediche? (per chi ne fosse parecchio facilitato ovviamente).… E se, infine, ci fosse qualcuno che costruisse in tutte le città delle piccole cucce dove questi animali potessero proteggersi dalle intemperie?Io credo che con un minimo … per mezzo di persone, le quali siano facilitate nello sfamare, nel curare e nel costruire cucce per animali di città e per la città, si otterrebbe con un nonnulla un mondo felice anche per questi piccoli animali di strada.A me piacciono gli animali di strada, potrebbero stare molto meglio se fossero trattati con rispetto. Oltretutto, se son ben curati  anche per strada, si faciliterebbe  l’immane lavoro che gli animalisti attuano per i nostri migliori amici a quattro zampe sofferenti.  Quando un animale è ben curato, anche per strada, è facilmente adottabile.Quindi, detto tutto ciò, io propongo un nuovo movimento, il movimento  “  animal care city” (La cura dell’animale in città).Sarebbe bello vedere una pagina Facebook, o un sito che tratti proprio di questo movimento e che serva come punto di riferimento per tutti coloro che volessero intraprendere un piccolo ma grande gesto altruistico verso i nostri amici a quattro zampe.… Ogni grande movimento inizia, prima di tutto, da un piccolo e solidale atto d’amore da parte di un singolo individuo.
                                                                                                              Dario  Mingione

martedì 29 aprile 2014

Uscita n.1 articolo, anno 2014

Tra creatività, progetti e vita

Nel parlare di creatività, mi sono fatta opinione ed esperienza, di quanto essa possa servire a “districarsi” nella quotidianità, a risolvere cioè problemi e difficoltà e quanto invece conti meno o quasi nulla con la nozione di “bello”. Quello che però più mi colpisce ed interessa è come essa possa unire e far condividere esperienze, nate magari da una sola mente e poi cresciute in altre.Nella mia formazione di educatrice mi sono più volte “imbattuta” in maestri della creatività; ho avuto la fortuna di conoscere Bruno Munari e il suo modo esemplare di avvicinare i bambini all'arte e al creare; mi sono spesso letta e riletta la “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari e, in essa, ho trovato sapienti giochi con le parole. Negli anni, come formatrice, o anche semplicemente, durante momenti ludici con amici, ho provato a mettere in pratica quanto avevo letto e visto fare; ed ogni volta il risultato era “coinvolgente”.Da tempo mi occupo di realtà virtuale, di un gioco, nato negli Stati Uniti nel 2003, conosciuto come Second Life (http://it.wikipedia.org/wiki/Second_Life ); all'interno di questo mondo, gli utenti detti avatar, interagiscono tra di loro attraverso la chat pubblica o privata o attraverso la voce. La condivisione di idee e progetti avviene in modo piuttosto semplice e immediato attraverso questi mezzi telematici; intorno agli avatar il mondo è costruito da loro stessi grazie alla possibilità di interagire con strumenti e oggetti plasmati a loro piacimento. Oltre alla bellezza dei paesaggi Second Life è da tempo uno strumento di diffusione culturale; molte università straniere e italiane hanno creato le loro “seconde aule” lì dentro come anche molte aziende si sono avvicinate a questo mondo per incrementare o far conoscere la propria professionalità.Questa una semplice introduzione per dirvi come anche io, nelle vesti del mio avatar, ho iniziato a occuparmi di creatività all'interno di quel mondo. In particolare voglio raccontarVi dell'ultimo progetto iniziato e concluso quest'estate; “Il disegno collettivo”. Come rendere possibile e visibile in Second Life l'interazione di più persone su di un unico segno grafico , uguale per tutti, e portarli a creare un disegno insieme. Sono partita chiaramente dalla realtà, dalla tecnica mediata da Munari secondo cui, scelto tra alcuni, un segno grafico piuttosto semplice, si dava il via a uno dei partecipanti di iniziare un disegno che contenesse tale segno. A turno, ogni componente il gruppo aggiungeva un pezzo...fino a giungere all'ultimo con una vera e propria creazione. Nel mondo virtuale non poteva accadere tutto simultaneamente; era necessario che ogni partecipante ricevesse il disegno di chi lo aveva preceduto e lo inviasse poi al seguente...questo chiaramente per motivi tecnici; gli avatar presenti lì al momento erano in realtà distanti, in città differenti, a volte paesi e continenti lontani. Grazie alla parte telematica di trasmissione dei disegni, facendo cioè una scansione di ogni disegno realizzato con una vera penna a casa e poi inviato via mail, è stato possibile vedere e apprezzare un disegno creato insieme, seppur in tempi differenti e portato nel mondo virtuale...con una gran soddisfazione dei partecipanti e di quanti sono venuti a vedere in mostra l'elaborato. Un'esperienza di creatività condivisa...di questo ne sono certa.

Monica  D'Alessandro Pozzi

domenica 27 aprile 2014

Prossima uscita: rivista-blog " I suonatori di lumache'', su Facebook

Salve a tutti. Sono qui per informarvi che la rivista, "i suonatori di lumache", non verrà espletata nella maniera annunciata qualche  tempo fa, cioè tramite una tecnologia web che rende una rivista digitale simile ad una rivista cartacea, ma si espleterà per mezzo della pagina sulla quale è stato condiviso questo stesso annuncio; almeno per il momento.
La filosofia, e il motivo per il quale questa rivista è nata, rimangono gli stessi, ovviamente.
Grazie a tutti e a presto.